venerdì 30 maggio 2014

Stampini in silicone

Aver spignattato la ricetta dei burrini corpo mi ha fatto notare che non ho in casa molti stampini in silicone (solo uno per la verità) ed il motivo è che NON MI FIDO di questi "aggeggi".
Non mi è mai piaciuta l'idea di dover mangiare degli alimenti che sono stati cotti dentro a del silicone. Chissà che cosa va a finire nei nostri bei muffin cotti dentro quelle formine......
E' pur vero che, secondo i controlli fatti da Altroconsumo, alla terza cottura non rilasciano più sostanze nocive negli alimenti ma io non riesco a farmi convincere.

Per produrre i miei cosmetici però non occorre mettere gli stampini nel forno quindi, non soggetti al calore, non sono pericolosi! Allora ecco che mi sono rifornita....

     
E' uno stampo da 15 pezzi di tre forme diverse. Le misure non sono indicate e io non ho fatto misurazioni precise ma sarà circa 20x10 cm. Ogni stampino avrà un diametro di circa 15 cm. Posso darvi la certezza sulla capienza di ogni stampino perché l'ho letto sulla confezione: 6,5 gr. 
Io li ho comprati al Maury's ma ho visto che si possono trovare anche online. La casa che li produce si chiama Silicomart S.r.l. e, andando a sbirciare sul sito www.silikomart.com, ho visto che, oltre gli stampini in silicone, produce tanti altri accessori per cuochi e pasticceri. 
Dentro la confezione ci sono le ostruzioni per l'uso e anche una ricetta per fare dei cioccolatini.

Sulla confezione è riportato, tra le altre cose, che si può mettere in frigo o congelatore, nel forno, nel microonde e in lavastoviglie; che bisogna stare attenti a non tagliarli e a non metterli a contatto diretto con il fuoco.



Secondo me sono carinissimi e, visto che ho intenzione di fare il sapone ;-D , credo che ne comprerò altri anche più grandi.

Volete vedere come sono venuti gli altri burrini con questi stampi? Se vi fa piacere vi faccio vedere le foto...!
Ciaooooo!







giovedì 29 maggio 2014

Dolci coccole per la pelle

Mmmmmmh che bontà!!!


No! Non si mangia! Non è un budino ma un burrino.... 
Un profumatissimo dolcetto al burro di karitè per concedere al nostro corpo dolcissime coccole.
L' ho realizzato con prodotti tutti naturali e delicati quindi è ottimo usare sia per il corpo che per il viso.

Per farli (2) ho usato:
  • 50 gr di burro di karitè
  • 25 gr di burro di cacao
  • 12 gr di olio di cocco
  • 3   gr di vitamina E (tocoferolo)
  • 4   gtt di olio essenziale di lavanda 
  • 6   gr di olio di germe di grano
  • un po' di lavanda (fiori secchi) FACOLTATIVO
  • stampini in silicone (quelli che si usano per fare i dolci)
Il procedimento è semplicissimo:
Come prima cosa ho sciolto a bagnomaria, in una ciotolina di ceramica, il burro di karitè, il burro di cacao e l'olio di cocco. Dopo aver spento il fuoco e lasciato raffreddare un minuto circa, ho aggiunto l'olio di germe di grano e il tocoferolo e ho mescolato il tutto. A questo punto ho riempito un solo stampino perché volevo farne due diversi. Questo è quello che vedete tutto bianco che sembra davvero un budino!
A ciò che mi è rimasto nella ciotolina ho aggiunto l'olio essenziale di lavanda e ho mescolato ancora un po'. Successivamente ho riempito l'altro stampino e ho fatto cadere sul composto qualche fiore secco di lavanda per decorare il burrino. Se volete potete saltare questo passaggio o personalizzare i burrini con altri fiori secchi a scelta. Magari potete abbinare l'olio essenziale ai fiori che scegliete (come ho fatto io).
Fatto questo, ho messo gli stampini in frigorifero e li ho lasciati per una notte intera.
E questo è il risultato!


Si possono usare strofinandoli sulla pelle ancora umida, subito dopo la doccia. Oppure strofinandoli tra le mani e poi massaggiare, con le mani unte, la zona del corpo che vogliamo idratare.

Vanno tenuti in frigo e tirati fuori all'occorrenza altrimenti si ammorbidiscono troppo.

Che ne pensate? Proverete a farli? Fatemi sapere, mi raccomando!
A presto, Vale







mercoledì 21 maggio 2014

Scrivimi una lettera

Cara Valentina.......

Immagine dal web

Profumo di tempi passati. Ebrezza di ricordi lontani. Tremore di sensazioni dimenticate.
Ormai abbiamo messo da parte l'emozione che ci procurava l'attesa di una lettera. La meraviglia e lo stupore nel riceverne una all'improvviso. L'orgogliosa convinzione, mentre ne scrivevi una, di sapere che stavi per far felice colui o colei che l'avrebbe ricevuta.
Ormai abbiamo dimenticato quella combinazione olfattiva del profumo d'inchiostro sulla carta.
I tagliacarte che usavamo per aprire le buste sono tutti finiti nel fondo di un cassetto assieme alla spugnetta per inumidire il francobollo.
Ormai ci sono gli sms, le chat, le mail, i social networks e il continuo ticchettio dei tasti del computer, del tablet o dello smartphone.
La tecnologia. La stessa tecnologia, che ci permette di accorciare i tempi e di comunicare più velocemente, ci sta, contemporaneamente, privando delle belle sensazioni che provavamo una volta....
Adesso non ci si telefona neanche più. Ci si whatsappa.... E' più veloce e si risparmia
E siamo tutti colpevoli. Tutti ci siamo fatti coinvolgere da questa frenesia del tecnologico e tutti ci siamo lasciati trasportare dalla modernità. Tutti indistintamente e inconsapevolmente.
Beh.... allora butta via il cellulare e comincia a comprare i francobolli....
No, qui non siamo di fronte ad un male estremo, quindi non servono estremi rimedi. Basterebbe la sana consapevolezza che, fare sia l'uno che l'altro, non sarebbe causa di denigrazione o perdita di tempo. Anzi, tanto di guadagnato.... avremmo trovato il tempo di pensare, di ascoltarci e di ascoltare mentre scriviamo una bella lettera.
Poi, se prima di chiudere la busta, ci infiliamo dentro una bella fotografia stampata.....
....potremmo vedere gli occhi di qualcuno brillare.....

Con affetto, Valentina










martedì 20 maggio 2014

La scelta dell'abito da sposa

Quanto è importante, per una ragazza che sta convolando a nozze, la scelta dell'abito da sposa? Beh, parecchio direi. Passano mesi prima che si riesca a trovare quello giusto perché la decisione ha davvero un gran peso.
Passano mesi perché si ha sempre paura di sbagliare. Si visitano parecchi ateliers, si provano parecchi abiti. Si va accompagnati una volta dalla mamma, un volta dalla zia, un'altra volta dalla futura suocera, dalla testimone, dalla migliore amica, dalle damigelle. 
E si finisce col ritrovarsi, giorno dopo giorno, sempre più confuse. Tant'è, che quando arriva il giorno della fatidica decisione, sembra giorno di festa patronale....
Non ci sono dubbi: i consigli sono preziosi. L'opinione di chi ci vuole bene è una cosa importantissima ma non dobbiamo basare le nostre decisioni su TUTTI i consigli di tutti coloro che ce ne "regalano" uno.
Quella dell'abito da sposa è una decisione importante proprio perché è il NOSTRO abito da sposa e lo dobbiamo indossare NOI il giorno del NOSTRO matrimonio. Ci dobbiamo sentire bene con quell'abito addosso, a nostro agio e, nello stesso tempo, importanti, apprezzate e al centro dell'attenzione perché è la nostra festa più importante.
Allora, cosa è che NON dobbiamo fare quando arriva il momento di decidere con quale abito ci sposeremo?

Prima di tutto, la cosa più sbagliata da fare, a mio parere, è visitare troppi ateliers perché, più abiti vediamo, più ci confondiamo. È inevitabile che, di tutti gli abiti che vedremo, ci piacerà sicuramente qualcosa: la sfumatura del colore, un dettaglio, la lunghezza, le applicazioni, lo strascico, il velo. E finiremo con l'immaginare un abito con il 90% di quei dettagli, se non tutti. Cosa che non troveremo mai. Quindi, un paio di negozi bastano senz'altro. D'altronde, quanti abiti ci sono in un negozio di abiti da sposa? Tanti, tantissimi! Due o tre negozi bastano, fidatevi.


La seconda cosa che si sbaglia spesso è la scelta delle persone con cui andare a vedere gli abiti.
Portarsi dietro tre, quattro, cinque, sei persone non è per niente risolutivo sia che le portiate con voi tutte insieme, sia che le portiate con voi un po' alla volta. A volte è difficile mettersi d'accordo in due figuriamoci in quattro o cinque! Vi ritroverete ad ascoltare il punto di vista di tutti quanti. Che sarà inevitabilmente diverso per ognuno di loro e non vi farà bene per niente. 
Secondo me la cosa migliore è fare la prima "scrematura" da sole. Visitate i negozi una prima volta da sole in modo da fare la prima cernita eliminando completamente quegli abiti che proprio non vi piacciono e poi ritornate, sempre con la stessa persona (non cambiate ogni volta "consigliere") così che possa aiutarvi soltanto con gli abiti che vi suscitano indecisione (o interesse).

Come terza cosa vorrei consigliarvi con chi NON andare ma credo che ferirei un paio di categorie quindi evito. In ogni caso è una decisione che dovete prendere voi e solo voi.
Allora vi do un consiglio veloce, all'apparenza stupido: non truccatevi. Non è bello che, chi viene dopo di voi, debba provare degli abiti sporchi di trucco. E non è bello che, quando chiederete lo sconto, il titolare del negozio debba pensare "dovrei addebitarti i soldi della lavanderia e mi chiedi lo sconto?"


Poi ci sarebbero i consigli su quale abito scegliere a seconda del proprio fisico ma quelli, fatemelo dire, non servono proprio a niente! No, perché lo sappiamo tutti che, per esempio, una nuotatrice non dovrebbe scegliere un abito con spalline grandi. Oppure che una donna "cicciottella" non dovrebbe scegliere un abito a sirena o che, una donna dal seno prosperoso, non deve scegliere abiti molto accollati. Eccetera eccetera... Queste sono cose che sappiamo tutti ma, state pur certe che capiterà di indossare un abito che, nonostante non rispetti i canoni comuni, ci spiazzerà di fronte allo specchio e ci costringerà a dire "woooooow!" 

Come ultima cosa mi sento di consigliare, una volta scelto il vostro abito, di non apportare troppe modifiche oltre quelle necessarie di allargamento o restringimento (a seconda se siete ingrassate o dimagrite) perché finireste con lo stravolgere il modello e non sarebbe più quello che avevate scelto inizialmente.

Dopodiché 
Godetevi il vostro abito con naturalezza e serenità e sarete la regina incontrastata del giorno delle vostre nozze!

Non sono una wedding planner e non sono una stilista ma mi sentivo di condividere il mio punto di vista in merito all'argomento. 
In realtà, volevo raccontarvi la storia del mio abito da sposa ma ho fatto tutto tranne che quello ;-P
Magari, se vi fa piacere, lo farò in un altro post. 
Fatemi sapere!
Ciao, Vale

martedì 13 maggio 2014

Fatto con amore

Chissà se anche voi provate le stesse sensazioni che provo io quando ho tra le mani un oggetto fatto a mano...
Sia che sia un regalo, sia che io l'abbia acquistato per me stessa, è una bella sensazione sapere che quell'oggetto è un pezzo unico nato dalle mani attente di qualcuno che, per farlo, ha impiegato tempo, denaro, pazienza, fatica, soddisfazione ed infine tristezza per il fatto di doversene separare. Si perché, quando mettiamo passione in quello che facciamo; quando creiamo qualcosa con le nostre mani è come far nascere una nostra creatura  e, doversene separare, non è sempre cosa facile.
Una cosa fatta con passione dà come risultato un regalo fatto con amore.
Ed è proprio di Fatto con amore che voglio parlarvi oggi e di come, per puro caso, mi sia innamorata di questo "brand".
Oggigiorno, novanta persone su cento hanno un profilo facebook e io faccio parte di quelle novanta (ma quest'argomento richiede un capitolo a parte...). E, gira che ti rigira, zompando da una pagina all'altra, sono finita sulla pagina di Alessandra "Fatto con amore".


Il box info dice (cito testuali parole): Disegno e realizzo con amore oggetti di cucito creativo. Nei miei lavori artigianali ho la massima cura nei dettagli e grande attenzione alla qualità dei materiali. Accetto suggerimenti per realizzare i vostri sogni.

Ed è proprio così, Alessandra crea delle cose meravigliose e, soprattutto, utili. 
Come questi portafogli 

o questi portacarte 

Come prima cosa ci da la possibilità di scegliere le stoffe e poi tutti i possibili dettagli tra i quali l'applicazione del nome ed eventuale colore della scritta.
E' sempre lì, pronta ad esaudire qualsiasi tua richiesta o preferenza creando con un amore e una passione che fanno invidia, stando veramente attenta a perfezionare tutti i possibili dettagli e a personalizzare ogni oggetto secondo le richieste di chi l'ha commissionato perché, come dice lei, accetta suggerimenti per realizzare i nostri sogni.
Ma ci sono tante altre creazioni che Alessandra mette a disposizione per noi: custodie per IPad, per smartphon, pochettes, sacchetti cambiaborsa, articoli per bambini, grembiuli, borse... 


Per vederli tutti andate a visitare la sua pagina facebook o il suo sito e troverete anche tutte le info per eventuali ordini.

Alessandra tiene molto anche ad instaurare un rapporto di cordialità con coloro che la seguono con affetto e, a tal proposito, ha pubblicato un post sulla pagina fb in cui ci racconta un po' della sua vita....


Quest'oggi voglio proprio raccontarvi qualcosa in più di me, cosicché possiate conoscermi meglio. Mi chiamo Alessandra, sono nata nell' ottobre del 1981 a Marino, un paesino dei castelli romani, in provincia di Roma. Ma ci sono solo nata, in realtà ho sempre vissuto a San Giovanni, nei pressi della storica piazza del concerto del 1 Maggio. Amo immensamente mio marito Pasquale e i nostri bimbi, Carlo Valter che ha tre anni e mezzo ed Isabella che di anni ne ha uno e mezzo. Loro tre sono la mia vera ragione di vita.
Fortunatamente, grazie ai miei splendidi genitori, sono sempre riuscita a seguire i miei sogni. Così dopo il liceo, nel 2005 mi sono laureata all'Accademia di Costume e Moda in Via della Rondinella, nell'incantevole centro storico della capitale. I miei sogni da bambina, piano piano sono divenuti una bellissima realtà. L'amore per questo lavoro è nato e cresciuto con me. Il primo accessorio da me cucito, fu una borsina realizzata all'età di 7 anni, con la tasca di un vecchio jeans. Il mio gioco preferito era imparare questo mestiere osservando, umilmente, le mani di una sarta dell'alta borghesia romana di un tempo, le mani di una donna a me molto vicina, quelle esperte di mia nonna. Da lei ho imparato la pazienza, la precisione, la costanza e il rispetto per questo splendido lavoro. Ho avuto diverse esperienze lavorative inerenti ai miei studi fatti. Ho lavorato nella moda, nel cinema, teatro e televisione. Mi sono formata seguendo molti corsi di cucito, perché sapevo già quale era il mio sogno nel cassetto. Così pian piano sono arrivata a far nascere un qualcosa che fosse solamente mio, che mi appartenesse dal profondo e che fosse un mezzo per veicolare il mio amore per la vita.
'Fatto con Amore' racchiude in se la mia passione per tutto ciò che gravita attorno ad una macchina da cucire: la mia.
Stoffe, bottoni, aghi, fili, ricami, e non da ultimo il mio ditale, sono i miei aiutanti segreti. Amo creare per portare gioia nel cuore di chi mi affida i propri desideri, che automaticamente si trasformano nella mia primaria ispirazione.
'Fatto con Amore' è il mio semplice modo per realizzare i vostri sogni e per dirvi grazie.
www.fattoconamore.net è il link del mio sito, dove potrete trovare le mie creazioni con prezzi e descrizioni. Spero di non essere stata troppo lunga e vi auguro una bellissima giornata.

Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non..... In bocca al lupo Ale!!!!

P.S.  Se andate a trovarla per curiosare, per dare un like alla sua pagina, per acquistare qualcosa da lei.... ditele che siete passati prima da qui! Mi farebbe molto, molto piacere!



giovedì 8 maggio 2014

Un cuscino da un centrino

Per quanto moderna possa essere la nostra idea (messa in pratica o no) di arredamento, tutte abbiamo in casa dei centrini. Correggetemi se sbaglio ma, a mio avviso, le scuse per riceverne uno sono parecchie: un regalo della nonna, una bomboniera di battesimo o matrimonio, un'eredità....
Accettiamo e ringraziamo sorridenti e, nel frattempo, pensiamo "E adesso che cosa me ne faccio?". Lo portiamo a casa, lo conserviamo e rimane lì a dormire in quel cassetto per i secoli dei secoli.

Adesso vi do un'idea per riciclare i centrini e poter così arredare la vostra casa in modo carino e liberare i vostri cassetti da tutti i centrini dormienti !

Occorrente:

  • Un centrino (ovviamente!)
  • Ago 
  • Filo
  • Ovatta per imbottitura (io ho comprato quella in poliestere siliconata, anallergica e igienica. In merceria)
  • In alternativa: un cuscino al quale volete sostituire la federa.
  • Del tessuto di cotone
Procedimento:

Prendete il vostro centrino e piegatelo in due. 



Facendo attenzione che i bordi combacino perfettamente, cucite due di questi (io comincio dai laterali, lasciando libero quello centrale). Il centrino, di solito, è merlettato quindi è preferibile fare questo lavoro a mano per una maggior precisione.

Adesso prendete la misura del centrino piegato e fate la stessa cosa con la stoffa di cotone. Qui il lavoro sarà più veloce con la macchina da cucire.

Tagliate la porzione di ovatta che vi serve

e  introducetela  nella  federa  di  tessuto  che  avete  appena  cucito chiudendo anche l'ultimo bordo rimasto.
A questo punto potete inserire il tutto dentro il nostro ex centrino e chiuderlo completamente  cucendo,          anche qui, il bordo rimasto aperto.                                                                                                             In  alternativa,  potete  cucire  una  cerniera  in  modo  da  poter  aprire  e  chiudere  con  facilità    quando vorrete lavare la nuova federa del vostro cuscino. Io lavo tutto insieme quindi non mi occorre la cerniera.

Ed ecco il risultato


Bhe.... direi che è meglio così, no?!

Ciao!
 
 


 




martedì 6 maggio 2014

Lo Sformato di Vale


Quante volte vi è capitato di dover preparare la cena (o il pranzo) e non sapere proprio cosa cucinare? A me parecchie.... soprattutto perché non mi piace cucinare (già vi vedo con gli occhi sbarrati!). Di conseguenza il cuoco, in casa mia, è mio marito anche perché LUI ha una passione spropositata per la cucina!
Comunque, cucino. Poco ma cucino! E voglio raccontarvi una ricetta...

Una sera, ahimè, mi toccò preparare la cena perché mio marito non sarebbe arrivato a casa in tempo dal lavoro per cucinare allora, aprendo il frigo, dissi "e adesso che mi invento?" Considerando che avevo a disposizione:


  • Quadratini di verdure (verdure precedentemente tagliate a cubetti e surgelate)
  • Formaggi vari
  • Un uovo
  • Due fogli di pasta sfoglia (quella già pronta, comprata al supermercato)
  • Sale
  • Olio
  • Pepe
  • Cipolla
  • Vino bianco

Mi inventai (lo so! Esisteva già ma lasciatemi il mio orgoglio!) uno sformato di verdure ai quattro formaggi.
Il procedimento è semplice:

1-Sminuzzate grossolanamente la cipolla (mi raccomando di non pensare a me mentre lacrimate!) e mettetela a soffriggere POCHISSIMO in una padella con l'olio.
2-Fate rosolare un po' le verdure e "innaffiate" con mezzo bicchiere di vino bianco. Lasciate evaporare un po' il vino, mescolate e aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere per 10 minuti.
3-Nel frattempo tagliate a quadretti i vari formaggi e metteteli in una ciotola.
4-Sbattete l'uovo con un po' di sale e parmigiano grattugiato.
5-Quando le verdure sono cotte, spegnete il fuoco e lasciatele raffreddare (perché non si sciolga il formaggio e non si cuocia l'uovo quando li aggiungerete a questi).
6-Aggiungete le verdure ai cubetti di formaggio e mescolate.
7-Aggiungete l'uovo sbattuto e mescolate ancora una volta.
8-Dopodiché stendete un foglio di pasta sfoglia su una teglia, lasciando la carta forno che trovate inclusa.
9-"Buttateci" dentro tutto e spianate.
10-Coprite con il secondo foglio di pasta sfoglia e ripiegate tutti i lembi chiudendo bene per non far fuoriuscire il contenuto.
11-"Sporcate" un pennello con ciò che vi è rimasto nel piatto in cui avete sbattuto l'uovo e spolverate lo sformato (facoltativo).
12-Mettete in forno (preriscaldato) è fate quocere per 30/40 minuti circa (non chiedetemi la temperatura perché il termometro del mio forno si è rotto!).





Attendere prego.......  




Finito il tempo di cottura sfornate lo sformato (!) e lasciatelo raffreddare.



Ma che bontà! Sentite che profumino.....

Buon appetito!!!

Vale


lunedì 5 maggio 2014

Shampoo (ecobio) Ecosì

Ecosì è una linea di cosmetici ecobio per l'igiene della persona. Shampo, balsamo, sapone liquido, detergente intimo, bagnodoccia, sapone di Marsiglia.
In quanto certificata ICEA, Ecosì non inserisce nei suoi prodotti sostanze ritenute dannose per l'uomo e per l'ambiente, non esegue test sugli animali e, i suoi prodotti, sono confezionati in flaconi di plastica riciclata. Per informazioni più dettagliate cliccate qui

Oggi vi parlo, nello specifico, dello shampoo al tea tree oil per lavaggi frequenti


che ho comprato in un supermercato biologico (ma potete trovarlo anche online sui siti che vendono cosmesi ecobio.
Questo shampo è adatto a tutti i tipi di capelli ma è ben tollerato anche da chi ha una pelle sensibile in quanto contiene:
  • tensioattivi di origine naturale
  • sorbitolo (per idratare il cuoio capelluto)
  • proteine del grano (per rendere i capelli facilmente districabili)
  • tea tree oil (antisettico, antibatterico, contrasta la forfora ed eventuali pidocchi, aiuta a controllare l'eccessiva produzione di sebo)
INCI: Aqua, Sorbitol, Cocamidopropyl Hydroxysultaine, Caprylyl/Capryl Glucoside, Sodium Lauroyl Sarcosinate,  Hidrolyzed Wheat Protein, Melaleuca Alternifolia (Tea Tree) Leaf Oil*, Citrus Medica Limonim Oil*, Citrus Aurantifolia Dulcis Oil*, Mentha Viridis Leaf Oil*, Lactic Acid, Limonene.

NON CONTIENE: Petrolati, paraffina, SLES, SLS, EDTA, coloranti, formaldeide.

NON è stato testato sugli animali


Il profumo è quello classico (un po' pungente) del tea tree oil, quindi potrebbe non essere facilmente apprezzato da tutti ma io lo trovo molto piacevole e fresco anche grazie alla presenza di olio biologico di limone, limetta e menta.

La composizione dello shampoo è abbastanza liquida (cosa spesso improbabile negli shampoo ecobio) rendendolo più facilmente distribuibile sui capelli e per niente aggressivo nei confronti della cute. Infatti, il modo d'uso è quello di qualsiasi normale shampoo: applicare una "noce" di prodotto e massaggiare su cuoio capelluto, lunghezza e punte dei capelli. Alla prima applicazione non produce molta schiuma (soprattutto se, i capelli, sono molto sporchi) quindi consiglio di sciacquare e far seguire una seconda applicazione.

Il risultato, dal punto di vista igienico, è più che soddisfacente perché i capelli sono perfettamente puliti ma, al tatto, risultano essere un po' "stopposi" per cui  consiglio di procedere con l'applicazione del balsamo o della maschera per capelli, a seconda di cosa preferite. Io non uso il balsamo perché ho i capelli grassi e non applico la maschera ogni qualvolta faccio lo shampoo ma due o tre volte la settimana. Di solito, dopo lo shampoo, tampono i capelli con l'asciugamano e poi applico un olio (in questo periodo è olio di Argan bio) su lunghezza e punte.
Inoltre, i capelli, sono visibilmente sani e luminosi.

Ne consiglio l'uso senza ombra di dubbio perché, da quando uso questo shampoo, la mia testa e i miei capelli ringraziano (!). Sono spariti quei brutti pruriti e la secchezza della cute che mi causavano gli shampoo che acquistavo quando ancora non leggevo l'INCI sulle confezioni!

Fatemi sapere se lo provate e cosa ne pensate!
Ciao, Vale




venerdì 2 maggio 2014

Come pulire l'argento senza prodotti chimici.

Chiunque abbia degli oggetti in argento in casa (candelabri, posate, vassoi, anelli, collane) ha speso, almeno una volta, parecchio tempo davanti gli scaffali per scegliere un prodotto che sia efficace ma che, allo stesso tempo, non costi troppo.
Esiste una varietà infinita di detersivi o creme, reperibili al supermercato, con i quali pulire l'argento. Alcuni molto validi, altri meno. Ma spesso ci accorgiamo che usare agenti chimici (per quanto siano funzionali) può essere dannoso per gli oggetti perché, a lungo andare,  questi si rovinano irrimediabilmente.

E se vi dicessi che avete sempre avuto in casa ciò di cui necessitate per lucidare l'argento in modo semplice, naturale e non dannoso?!
Non ci credete? Guardate un po'....


  • Una ciotola di plastica
  • Un foglio di alluminio (quello che usate per gli alimenti)
  • Un po' di sale grosso (credo che vada bene anche il sale fino)
  • Acqua molto calda (non bollente)
Per farvi l'esempio pratico ho lucidato un componente di un candelabro lasciando il resto annerito cosi che possiate vedere la differenza.





















Il procedimento è molto semplice:

Piegate il foglio di alluminio e ponetelo sul fondo della ciotola, riempitela con l'acqua e buttateci dentro il sale (un cucchiaio può bastare)


A questo punto basta immergere nell'acqua l'oggetto che volete lucidare stando attenti che rimanga completamente immerso altrimenti dovrete rigirarlo finché non si bagni in tutte le sue parti.


Aspettate qualche minuto e noterete che l'argento comincia a lucidarsi senza bisogno di strofinare l'oggetto!
Nel frattempo potreste sentire uno strano odore (come fosse una perdita di gas). Tranquilli, è normale! E' l'effetto della reazione che fanno tutti gli elementi usati.



Dopo circa un paio di minuti, estraete l'oggetto dall'acqua e asciugatelo con un panno (di cotone, in microfibra, di carta assorbente) e il gioco è fatto!

Avete reso il vostro argento pulito e splendente senza aver usato prodotti chimici che rovinano gli oggetti e l'AMBIENTE in meno di dieci minuti!

Ciao e alla prossima!
Vale